Diverse varietà autoctone di fruttiferi, vite e olivo sono state selezionate, caratterizzate e moltiplicate nell’ ambito di programmi di recupero e valorizzazione finanziati da diversi Enti pubblici. In Puglia sono presenti diverse varietà autoctone, in via di estinzione, caratterizzate da un elevato pregio per caratteristiche produttive, tecnologiche e soprattutto organolettiche (es. Minutolo).  Tra le piante arboree, oltre alla vite e all’olivo, il fico, gli agrumi, le diverse drupacee e pomacee, rappresentano elementi caratteristici del territorio pugliese. Diversi sono i programmi di recupero, conservazione e valorizzazione con l’obiettivo generale di conservare il patrimonio genetico di specie ed ecotipi di interesse agrario che hanno determinato e tutt’ora caratterizzano il “paesaggio storico e tradizionale” del territorio Pugliese così come ambienti naturali di particolare interesse conservazionistico.

Per ogni accessione georeferenziata e recuperata è stata redatta una scheda, comprendente gli aspetti pomologici/ampelografici e tecnologici, utile per l’identificazione ed il riconoscimento varietale. Inoltre, le diverse accessioni caratterizzate sono state conservate in appositi campi collezione allestiti presso il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo. Per le drupacee (Albicocco, Ciliegio Dolce, Mandorlo, Pesco, Percoco, Susino), Pomacee (Melo e Pero) e Fico è presente un campo collezione di 1,5 ha in contrada Marangi a Locorotondo. Il campo è stato suddiviso in due appezzamenti, il primo di circa 75 are ospitante drupacee e fico, il secondo di circa 55 are in cui sono state messe a dimora le varietà di pomacee e gli altri fruttiferi minori. Per la vite sono presenti a Masseria Ferragnano, 9 campi per complessivi 6,5 ettari suddivisi per tipologia e provenienza, ed a Palagiano due campi per l’ olivo e gli agrumi (Ctr. Conca d’Oro). I campi collezione sono impiegati per produrre e distribuire materiale di moltiplicazione richiesto da amatori (per realizzare altre piccole collezioni ex situ) e/o agricoltori favorendo così la ripresa in coltivazione di molte antiche varietà.

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