La selezione clonale e sanitaria condotta a stretto contatto con le aziende sul territorio mira all’individuazione, nell’ambito della variabilità intravarietale accumulata in secoli di coltivazione, di accessioni e/o biotipi geneticamente e sanitariamente superiori. Oltre alle varietà autoctone minori, l’attività prosegue senza interruzione anche su importanti vitigni regionali al fine di ottenere, in funzione dei mutati obiettivi qualitativi e di selezione, cloni con caratteristiche produttive e tecnologiche differenti adattati alla produzione delle svariate tipologie di vino. Oltre ad alcune attività condotte all’estero (Albania, Malta, Croazia, Serbia), negli ultimi la selezione ha interessato oltre 20 vitigni regionali pugliesi. Dopo la selezione in vecchi vigneti commerciali e l’inserimento nelle collezioni di germoplasma a Locorotondo, le accessioni, coltivate e confrontate nello stesso campo di conservazione, sono sottoposte ad una seconda selezione al fine di individuare i migliori candidati cloni da avviare quasi sempre al risanamento prima ancora di giungere in campo di omologazione.