La tecnica dell’indexaggio biologico prevede l’uso di indicatori specifici o ospiti differenziali legnosi che, inoculati per innesto con marze dei candidati cloni in omologazione, possono rispondere nel giro di 1-3 anni con sintomatologie specifiche riconducibili alla presenza della degenerazione infettiva (Vitis rupestris e Vitis riparia), dell’accartocciamento fogliare (V. vinifera cv. Cabernet sauvignon e LN33), delle quattro sindromi del legno riccio (V. rupestris, LN33 e Kober 5BB), della maculatura infettiva (V. rupestris), della Necrosi delle nervature (110 Richter) e del Mosaico delle Nervature (V. riparia).

L’inoculazione viene condotta in pieno campo a Palagiano (Ta) innestando (innesto a spacco diametrale con una o due marze) piante autoradicate dei candidati cloni con marze dei sei indicatori Vitis rupestris St. George, Vitis vinifera cv Cabernet sauvignon, l’ibrido LN33, Kober 5BB, Vitis riparia e 110 Richter. Per ciascun indicatore si innestano tre piante e si procede, per 3 o 4 anni, all’effettuazione di almeno quattro rilievi visivi annuali nei periodi di massima espressione sintomatologica (2 in primavera e rispettivamente uno in piena estate ed uno in autunno avanzato).

Al termine dei rilievi visivi poliennali per l’identificazione delle sintomatologie fogliari si procede all’estirpazione e alla decorticazione delle piante per individuare, in prossimità del punto d’innesto, le sintomatologie specifiche del legno riccio sugli indicatori Vitis rupestris, LN33 e Kober 5BB.